Sporco Lobbista – Il blog di Fabio Bistoncini

Pubblicato da Fabio Bistoncini il 13/11/2013 & archiviato in In evidenza, Politica

Le parole sono importanti

Soprattutto se pronunciate in un Aula parlamentare da un rappresentante eletto dal popolo.

Mi rendo conto di fare un discorso “da vecchi”, desueto, fuori luogo.
Ma forse proprio per la mia educazione “antica”, desueta, credo ancora nelle Istituzioni e nei valori che dovrebbero rappresentare.
Per questi motivi, ieri, quando ho conosciuto il contenuto dell’intervento dell’On. Emanuela Corda del Movimento 5 Stelle sulla strage di Nassiriya sono rimasto basito.

Nessuno ricorda il giovane marocchino che si suicidò per portare a compimento quella strage. Quando si parla di lui, se ne parla solo come di un assassino, e non anche come di una vittima, perchè anch’egli fu vittima oltre che carnefice.

“Ricordare” ha un significato ben preciso. E al di là delle intenzioni, mettere sullo stesso piano vittime ed attentatori, non è, a mio avviso, moralmente corretto.

Comunque il video completo dell’intervento è questo.

Visto il clamore suscitato l’On. Emanuela Corda oggi è intervennuta nuovamente cercando di spiegare meglio il “senso” delle sue parole.

Altre parole, altro “senso”.

Meno male.

Maggiore attenzione però.

Perchè capisco che la comunicazione, nella nostra epoca, sia sempre più convulsa e spesso contraddittoria.

Perchè capisco che spesso i parlamentari debbano preparare in poco tempo i propri interventi, costretti da una programmazione dei lavori spesso irrazionale e schizofrenica.

Perchè posso anche capire che, a volte, la tensione da un lato e la spasmodica ricerca dell’attenzione mediatica dall’altro, possano giocare brutti scherzi al di là delle proprie reali volontà ed intendimenti…

Posso capire e giustificare tante cose.

Ma NON distorcere la realtà.

A Nassiriya sono morte 28 persone.

19 italiani e 9 iracheni.

Facevano semplicemente, tutti, il loro dovere.

Personalmente ero contrario alla guera in Iraq.

Ma questo non significa nulla. Nel momento in cui le Istituzioni (Governo e Parlamento) decidono, democraticamente, di affiancare l’intervento militare di altri Paesi, devo prendere atto di questa scelta. Posso contestarla anche aspramente dal punto di vista politico.

Ma quelli laggìù sono e rimangono miei concittadini.

Per questo, all’epoca, pur scettico e incazzato nei confronti di quella scelta, mi alzai all’alba e mi ritrovai insieme a migliaia di persone in fila per rendere omaggio all’Altare della Patria, a quelle bare.

Muti. Composti. In silenzio. Un silenzio assordante che ancora mi fa venire i brividi.

E non penso che tutte quelle persone attorno a me fossero convinti sostenitori di quell’intervento.

E la chiudo qui.

Anzi no.

La chiudo con uno spezzone di un vecchio film di Nanni Moretti a cui mi sono ispirato per il titolo di questo post.

Non è un video comico. E’ anzi drammatico e triste sulla perdita del senso delle parole.

Post correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

*