Sporco Lobbista – Il blog di Fabio Bistoncini

Pubblicato da il 30/01/2012 & archiviato in Lobbying

Lobbying sotto il segno… dei vergini

Vergini fino al matrimonio, indossano il purity ring, anello della purezza che testimonia il loro impegno morale e religioso. Ma da promessa personale e privata, quella della purezza è diventata una vera lobby, che fa pressione anche sui candidati alle elezioni americane, ha i suoi testimonial tra attori e cantanti, coinvolge diversi gruppi di interesse. Storia di un caso di successo.

Una pletora di personaggi e starlette lo hanno portato al dito, simbolo della loro promessa: la castità, fino alla volta giusta, quella con la persona che si sposerà. Aspettando però di averlo detto il “sì”. Sono giovani cantanti come Britney Spears, Justin Bieber, l’eroina per bambini della Disney Miley Cyrus, la collega Selena Gomez, il gruppo musicale dei Jonas. E poi gli sportivi: l’ultimo a far parlare di sé è il quarterback dei Denver Broncos Tim Tebow. Anche la star del football, classe 1987, come Bieber e gli altri, quando indossa il suo anello della verginità diventa un testimonial vivente, meglio di qualsiasi pubblicità e investimento in comunicazione.

Il movimento religioso dell’anello della purezza è così affermato da essere tutto insieme anche rock, pop, sportivo, meglio di un programma tv di successo. Un’onda che scuote piazze e college americani, si organizza come quello di grandi festival musicali, vive di merchandising, eventi, e come se non bastasse ha dalla sua una potenza strabiliante. Si mostra come il cliente ideale per chi fa lobbying. Senza volere, negli anni, questa frangia religiosa infatti è riuscita a incarnare tutte insieme le caratteristiche del cliente perfetto. Perché piace alla Chiesa, non infastidisce parenti e insegnanti, non ha controindicazioni su salute e sviluppo fisico (quel che manca all’industria del tabacco, o ai produttori di bevande alcoliche), e ora ha pure il suo appoggio al Congresso, perché con tanta benevolenza intorno a sé non poteva che incuriosire e farsi appoggiare da chi corre per le presidenziali 2012.

Tutto iniziò in Arizona, nel 1987. Qui nacque il progetto “True love waits”, l’amore vero sa aspettare, ad opera di un gruppo di religione evangelica. Obiettivo: convincere i giovani all’astinenza sessuale. Qualche anno dopo il reverendo protestante Denny Pattyn fondò il Silver Ring Thing con l’obiettivo di “diffondere il messaggio dell’astinenza sessuale fino al matrimonio, focalizzandosi sul proprio rapporto con Gesù Cristo”. Il “piano di Dio per la purezza”, come gli adepti chiamano la scelta di castità, avrebbe il fine ultimo di ridurre le gravidanze indesiderate e gli aborti, funzionare da contraccettivo sicuro al 100%, allontanare le malattie trasmesse sessualmente.

Dall’idea ai suoi strumenti per veicolarla: il più importante è proprio un anello di argento, sottile, da tenere al dito fino al matrimonio, quando poi andrà sostituito con la fede nuziale. Al suo interno, a seconda del modello scelto, vengono riportate sacre scritture o massime che incoraggiano a perseverare nel progetto di castità. Ci sono anche quelli per le coppie che decidono di iniziare insieme il percorso di purezza: proprio come le fedi nuziali riportano al loro interno i nomi della coppia. E ancora, alcuni programmi prevedono anche l’anello per i genitori dei puri: indossato da padre e madre, dovrebbe aiutarli a focalizzare l’attenzione e le preghiere per il raggiungimento degli obiettivi del figlio o della figlia.

La forza di questo movimento, dagli anni Novanta in poi, sono stati gli eventi pubblici, sorta di momenti di iniziazione pubblica alla purezza, vengono organizzati in tutti gli Stati Uniti come veri concerti rock. Per entrare ai raduni è necessario comprare un biglietto online, e munirsi dell’anello, iscrivendosi a un programma un po’ come si farebbe con un fan club. Arrivato anche in Europa a metà degli anni Duemila, qui ha avuto vita meno facile, osteggiato da scuole, associazioni di genitori e religiosi stessi. Tra i detrattori, molti dimostrano anche come dall’adozione dell’anello (il programma capostipite del Silver Ring Thing ne dichiara oltre 500mila) non siano cambiate le statistiche di aborti tra adolescenti e di malattie sessuali nei giovanissimi. Tant’è, complici i testimonial famosi, anche il Congresso americano non ha potuto non accorgersi di questa larga base di elettorato votato alla castità.

A metà degli anni Novanta, sotto l’amministrazione di George W. Bush, le associazioni impegnate a promuovere l’anello casto ricevettero importanti sovvenzioni dal Congresso. Mentre qualche anno dopo – correva l’anno 2006 – ecco uscire allo scoperto uno dei maggiori promotori del movimento, l’allora senatore della Pennsylvania Rick Santorum. Grazie al suo intervento, il movimento Silver Ring Thing ricevette oltre 1 milione di dollari in fondi governativi per il suo lavoro. Facendo arrabbiare molto alcune associazioni per i diritti civili, che accusarono Santorum di usare i soldi delle tasse degli americani per finanziare progetti religiosi non condivisi dalla maggioranza. Oggi, a pochi mesi dalla tornata elettorale, Santorum ha dalla sua anche una base di consensi, quella dei genitori e dei giovani rimasti fedeli negli anni all’anello. Non molti, a dire il vero: una ricerca americana che aveva censito nel 2005 oltre 2,5 milioni di giovani con l’anello della castità al dito, aveva anche scoperto che 6 anni dopo solo il 12% tra loro manteneva ancora la promessa. Ma non è chiaro, tra gli altri, quanti l’avessero sfilato dal dito prima delle nozze.

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