Sporco Lobbista – Il blog di Fabio Bistoncini

Pubblicato da Fabio Bistoncini il 22/10/2012 & archiviato in In evidenza, Lobbying

L’oscuro lavoro dei lobbisti nelle elezioni presidenziali USA

Lo sappiamo tutti, ormai.

Il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama non ama i lobbisti.

Lo ha ripetuto più volte esplicitamente durante il suo primo mandato ed ha varato, appena insediato, uno stretto codice di condotta per limitare il più possibile l’effetto “revolving doors” nella sua amministrazione.

Non deve quindi sorprendere che lo staff di Obama e il Democratic National Committee abbiano deciso di non avvalersi della competenza e dell’esperienza dei lobbisti in questa campagna elettorale, anche se di provata fede democratica. Non possono raccogliere contributi o fare delle donazioni dirette, non rivestono alcun ruolo strategico ma al massimo possono comportarsi come qualsiasi volontario: telefonare ai potenziali elettori oppure andare porta a porta con il materiale della campagna elettorale per convincerli a votare Obama, organizzare eventi elettorali ma senza poter essere associati in alcun modo al Presidente uscente.

Un lavoro oscuro dunque, di bassa manovalanza.

Le stesse regole non valgono però per le campagne elettorali per il Senato o per il Congresso.

Ed ecco perché molti nostri colleghi vicino ai democratici hanno deciso di impegnarsi nel sostenere i singoli candidati.

Che da parte loro non disdegnano, come il loro Presidente, l’aiuto e l’appoggio dei tanto vituperati lobbisti.

Una scelta obbligata.

Sull’altro fronte, quello repubblicano, ovviamente tutti questi problemi non sussistono.

Ma questa è l’America.

Per chi volesse saperne di più segnalo un bell’articolo di The Hill da cui ho tratto questo post.

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