Sporco Lobbista – Il blog di Fabio Bistoncini

Pubblicato da Fabio Bistoncini il 24/03/2013 & archiviato in In evidenza, Politica

I numeri di Pierluigi

I numeri sono numeri.

Anche se, in questi giorni, numerosi commentatori politici sembrano non considerarli nell’analizzare il tentativo di Pierluigi Bersani di assicurarsi una maggioranza governativa certa.

E invece è da questi che dobbiamo partire, per comprendere le varie opzioni che si trova di fronte il Presidente del Consiglio incaricato.

Ovviamente mi soffermo solo sul Senato.

La componente numerica è la seguente:

Schermata 2013-03-24 alle 17.11.58

 

Grandi Autonomie e Libertà è un gruppo composto da alleati del PDL, mentre il gruppo Misto è quasi esclusivamente composto da eletti nelle file di SEL, quello “Per le Autonomie” è formato da esponenti dei classici partiti autonomisti.

Cominciamo a definire le varie opzioni e verificarne la consistenza numerica.

L’idea da cui è partito originariamente Bersani è quella di un suo Governo sostenuto dal Movimento a 5 Stelle.

Ipotesi che avrebbe una certa consistenza numerica, garantendogli un maggioranza larga e sufficiente ad iniziare il cammino.

Schermata 2013-03-24 alle 17.23.13

 

Peccato però che i vari tentativi di abboccamento nei confronti degli esponenti del Movimento (Grillo per primo) non hanno raggiunto alcun risultato.

La risposta è stata sempre no.

Quindi opzione al momento impraticabile.

Bersani ha escluso di volere lavorare ad un Governo di “larghe intese”.

Che avrebbe invece una larghissima maggioranza numerica.

Schermata 2013-03-24 alle 17.30.28

Ma per il PD è irrealizzabile dal punto di vista politico.

Ma è ovvio che nel caso in cui Bersani fallisse e ci dovesse essere l’incarico ad un uomo delle Istituzioni per formare il c.d.”Governo del Presidente” la maggioranza al Senato sarebbe più o meno quella indicata dal grafico.

Arriviamo dunque alle ulteriori due ipotesi.

La prima è quella, richiamata da alcuni commentatori politici, che parte dal presupposto di una “rottura” dell’alleanza Lega – PDL.

Due partiti che hanno obiettivi distinti. La Lega infatti potrebbe essere interessata, proprio nel momento in cui ha coronato il suo sogno di governare le tre regioni del nord Italia, di avere un’interfaccia governativa a Roma.

Ma anche ammesso che la rottura politica si consumi (a che prezzo?) i numeri comunque non sarebbero sufficienti.

Schermata 2013-03-24 alle 17.37.17

 

Mancano ancora almeno 16/18 voti. E su questo punto il Presidente della Repubblica è stato molto netto. Un Governo di minoranza non è tra le opzioni che può prendere in considerazione.

A questo punto servirebbe un miracolo.

Mantenendo ferme le variabili sopra indicate e cioè:

PD non si allea con il PDL;

Mov. 5 Stelle non si allea con il PD;

la Lega è disponibile a sostenere un Governo Bersani…

L’unica opzione è che si aggiunga Scelta Civica.

Solo in questo caso la maggioranza, sia pur di poco, verrebbe raggiunta.

Schermata 2013-03-24 alle 17.43.15

 

Maggioranza numerica  di difficile gestione politica (Monti, Vendola, Maroni e Calderoli nella stessa maggioranza?!?!).

Insomma queste, al momento, le principali opzioni che Bersani si trova di fronte.

Non prendiamo in considerazioni altre ipotesi suggerite da alcune voci che al momento però non sono verificabili.

Come quella che ci sarebbero circa 10/15 senatori del Movimento grillino disponibili a votare un Governo di altissimo profilo, contravvenendo così agli ordini del “capo”.

Tra mercoledì e giovedì Bersani dovrà ritornare al Quirinale per riferire al Capo dello Stato.

Il tempo è poco, le opzioni ancora meno.

 

 

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