Sporco Lobbista – Il blog di Fabio Bistoncini

Pubblicato da Fabio Bistoncini il 29/08/2013 & archiviato in In evidenza

Omnicom + Publicis: ovvero come sta cambiando il mondo della comunicazione

La notizia che due tra più importanti gruppi mondiali di comunicazione, Omnicom e Publicis, hanno avviato le trattative ufficiali per la fusione, è di grande impatto.

Se avranno esito positivo infatti, nascerà il più grande gruppo a livello mondiale, ridefinendo radicalmente i rapporti di forza dell’intero settore.

I vantaggi di questa fusione sono molti, in termini di razionalizzazione dell’offerta, di condivisione delle competenze, diminuzione dei costi.

Ma gli ostacoli da superare non sono pochi.

Innanzi tutto differenti culture e mentalità: Omnicom è americana, Publicis francese. La sintesi non sarà facilissima…

Deve essere inoltre definita la “catena di comando”. Gli interessati parlano di due CEO contemporaneamente alla guida. Ma questo tipo di struttura non garantisce l’integrazione. Anzi. Mantiene le differenze.

Terzo aspetto riguarda i problemi derivanti dai conflitti d’interesse tra i clienti dei rispettivi gruppi.

Qualche esempio: Google e Microsoft; CocaCola e Pepsi.

Certo già adesso alcune grandi agenzie utilizzano il sistema dei “compartimenti stagni” evitando qualsiasi comunicazione tra team di lavoro impegnati su clienti in potenziale conflitto.

Ma il problema, ovviamente, rimane.

Così come quello legato alla “grandezza” del nuovo soggetto. In molti paesi (circa quaranta) la dimensione raggiunta sul mercato sarebbe tale da necessitare l’approvazione delle varie autorità Antitrust.

Nel frattempo il gruppo inglese WPP, guidato da Martin Sorell, affila le armi.

Crescono i profitti, migliorano le previsioni per il 2014. Ma soprattutto si prepara a competere come un “challenger”.

Perchè, se Omnicom e Publicis si fonderanno, questo sarà il nuovo ruolo di WPP.

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