Sporco Lobbista – Il blog di Fabio Bistoncini

Pubblicato da Fabio Bistoncini il 29/05/2015 & archiviato in In evidenza, Politica

Regionali 2015: diamo i numeri

Alla fine domenica si vota.

Dopo la consueta orgia di apparizioni televisive, affissioni smodate, massiccia attività sui social network, sondaggi lasciati trapelare ad arte, comizi in piazza…la campagna elettorale per le regionali del 2015 volge alla conclusione.

Come tutti sanno sono 7 le regioni chiamate al voto: 22 milioni di abitanti e 18 milioni di elettori.

Un test che per le dimensioni assume una rilevanza nazionale.

E si parte da un 5 a 2 a vantaggio del centro sinistra.

Pochi mesi fa tutti gli osservatori politici davano per quasi sicuro un “cappotto” a favore del PD e della sua coalizione.

Oggi la situazione sembra essere molto più incerta.

Attualmente il centro sinistra è in vantaggio in almeno 4 regioni: Toscana, Umbria, Marche e Puglia.

Il centro destra in Veneto.

La partita si gioca tutta (a livello di risulto politico complessivo) in Liguria e Campania.

Se il centro sinistra le vince tutte e due finisce 6 a 1: vittoria schiacciante.

Se il centro sinistra vince in Liguria e perde in Campania finisce 5 a 2 ed è un sostanziale pareggio.

Se il centro sinistra vince in Campania ma perde in Liguria il risultato finale non cambia (5 a 2) ma, dal punto di vista politico, sarebbe una sconfitta. In questa regione il PD si gioca molto, la scelta di Raffaella Paita non è stata indolore ma ha determinato una scissione interna e polemiche a non finire. Perderla sarebbe un grave colpo.

Se il centro sinistra perde tutte e due finisce 4 a 3 è una vittoria del centro destra.

A queste considerazioni se ne deve aggiungere l’ultima ma forse la più importante: l’astensione.

Nella precedente tornata elettorale l’affluenza media era stata del 63%.

Se ci dovesse essere un’impennata dell’astensione nessun candidato, anche quello accreditato del maggior vantaggio, sarebbe sicuro del risultato finale.

Anche in quest’ottica devono essere letti gli appelli al voto di Zaia in Veneto, Rossi in Toscana e Marini in Umbria e di alcuni leader politici a livello nazionale.

Perché sanno, meglio di altri, che un elevato grado di astensione trasformerebbe le elezioni in una vera e propria roulette russa.

 

 

 

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