Sporco Lobbista – Il blog di Fabio Bistoncini

Pubblicato da Fabio Bistoncini il 15/06/2015 & archiviato in In evidenza, Politica

Un PD a metà

I ballottaggi delle elezioni comunali restituiscono molti spunti di riflessione sugli assetti organizzativi e sulla proposta che gli attuali partiti riescono a presentare agli elettori.

Se è vero che il PD si conferma primo partito, alcuni risultati rappresentano una innegabile sconfitta.

La perdita della Liguria alle Regionali che non può essere compensata dalla vittoria in Campania.

Ma anche i risultati di Venezia, Arezzo, Matera, comuni in cui i candidati democratici erano largamente in testa al primo turno per poi essere superati al ballottaggio.

E l’astensione (alta) non può essere una scusa. Perché venendo meno l’adesione ideologica ad un partito, il recarsi a votare non è più sentito come un obbligo imperativo ma come una libera scelta.

Alcune considerazioni.

Con una premessa. E’ stato un voto amministrativo e per tale deve essere preso.

PD. E’ un partito a metà. Matteo Renzi, dopo aver vinto le primarie, non si è consolidato all’interno delle realtà locali. Il trasferimento a Palazzo Chigi ha indebolito la capacità riformatrice del nuovo corso all’interno del partito.

In molte regioni gli assetti organizzativi (e quindi la classe dirigente) sono ancora quelli del passato.

Lotte intestine, il meccanismo delle primarie che in alcuni casi si è inceppato, candidature molto deboli, scelte politiche sbagliate…: un insieme di fattori che ne indeboliscono la capacità, soprattutto a livello locale, di essere attrattivo.

Sarebbe ingeneroso attribuire tutte le colpe a Renzi ma, in qualità di Segretario del PD, la responsabilità politica è la sua.

Questo voto dunque determina la necessità, per la leadership renziana, di intervenire sul partito modificandone gli assetti interni e ricostituire un minimo di unità.

Il centro destra (Forza Italia + Lega) dimostra di essere ancora in vita. Una buona notizia per la democrazia italiana che si deve basare su una sana alternanza tra maggioranza ed opposizione.

E’ presto per dire se il discreto risultato delle amministrative sarà in grado di fungere da propellente per una riorganizzazione a livello nazionale.

Ma l’elettorato moderato ancora esiste e chiede semplicemente una proposta politica da poter votare.

 

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