Sporco Lobbista – Il blog di Fabio Bistoncini

Pubblicato da Fabio Bistoncini il 25/06/2015 & archiviato in In evidenza, Politica

Fassina

07/05/2013 Roma, trasmissione Ballarò, nella foto Stefano Fassina vice ministro all'Economia

Stefano Fassina lascia il PD.

La notizia, nell’aria da mesi, è stata formalizzata ieri.

Prima in un circolo della periferia romana (Capannelle), poi in una conferenza stampa alla Camera dei Deputati.

Le motivazioni sono chiare.

Il PD di Renzi non è più il suo. Non si riconosce soprattutto in quelle riforme che hanno caratterizzato e caratterizzano l’azione di governo (Jobs act, Scuola, Italicum ecc.ecc.).

A suo modo di vedere sono esattamente il contrario di quello che il PD dovrebbe proporre.

Per questo Fassina guarda a sinistra, a quel coacervo di forze e movimenti che si stanno agitando molto in questi ultimi mesi.

Da “Possibile” di Civati a Landini, Cofferati, SEL.

Il travaglio personale deve essere rispettato, sempre.

Sulle considerazioni politiche si può commentare e discutere.

La prima che mi viene in mente è che la scelta di Fassina si colloca in pieno nella tradizione della sinistra italiana, soprattutto comunista: quando si è in minoranza nel partito si preferisce “uscire”, ricercare un nuovo “percorso”, definire un possibile “soggetto politico”, ripartendo dal “territorio” o dalle “periferie”.  Cambiano gli anni, i protagonisti, i contesti ma le parole sono più o meno le stesse.

Uno dei pochi che si è comportato in modo discontinuo rispetto a questa tendenza è stato proprio il grande nemico di Fassina, Matteo Renzi. Che quando perse le primarie contro Bersani rimase nel PD, riorganizzò i propri sostenitori,  ma al tempo stesso si spese nella campagna elettorale del 2013 a sostegno del candidato premier del partito, Pierluigi Bersani.

La seconda è che Fassina è stato vice ministro dell’Economia del Governo Letta. Lo ricorda perfidamente il Presidente del Partito Matteo Orfini.

Un Governo “di larghe intese” sostenuto da Berlusconi e Forza Italia. Quindi non un governo di “sinistra” come piace a Fassina.

Quel governo andava bene mentre quello di Renzi è troppo spostato su posizioni reazionarie?!? Difficile da credere.

La terza è che il parterre a sinistra del PD comincia ad essere alquanto affollato. I leader (o aspiranti tali) sono molti. Trovare una sintesi non sarà un compito facile. Il 4 luglio è fissato il primo appuntamento comune. Vedremo cosa succede.

 

 

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