Sporco Lobbista – Il blog di Fabio Bistoncini

Pubblicato da Fabio Bistoncini il 09/10/2015 & archiviato in In evidenza, Politica

Psicodramma capitolino

Quello che (forse) passerà alla storia come l’ultimo giorno della consiliatura Marino è stato caratterizzato da un vero e proprio psicodramma.

Un Sindaco ormai sfiduciato dal suo Partito di riferimento ha provato a resistere fino all’ultimo per poi rassegnarsi a presentare le dimissioni.

Una giornata surreale, con un ping pong di riunioni, pellegrinaggi, dichiarazioni tra la sede del PD ed il Campidoglio, con Palazzo Chigi che aveva già espresso, fin dalla prima mattinata, il proprio verdetto inappellabile.

E’ presto forse per trarre un bilancio di questa esperienza. Ma alcune considerazioni possono e devono essere fatte per comprendere il futuro politico della Capitale.

Le suddivido in pochi paragrafi giusto per chiarezza.

1) L’elezione “anomala”.

Nell’aprile del 2013 Marino vince a sorpresa le “primarie” del PD. Sconfiggendo i candidati che in apparenza erano molto più forti di lui (Sassoli, Gentiloni e Prestipino).

Pezzi del partito dunque decidono di convergere su “l’alieno Marino” probabilmente (ma questo lo si saprà dopo) con l’idea di poterlo “manovrare”meglio. E’ infatti l’unico che non ha uno staff, una squadra pre costituita o una lista di nomi da proporre ai vertici della nuova amministrazione. Conosce poco la città, le sue dinamiche politiche e sociali.

L’elezione a sindaco riesce anche perché il suo avversario (Gianni Alemanno, sindaco uscente) si presenta fiaccato ed appannato da scandali, inefficienze, ed una situazione finanziaria che definire “precaria” è un eufemismo…

Appena eletto Marino sorprende i suoi grandi elettori. Comincia a fare di testa sua, non ascolta consigli o suggerimenti.

Il rapporto quindi con il partito romano si sfilaccia fin da subito. E’ il primo grande vulnus che lo indebolirà. Il PD, che dovrebbe essere il primo sostenitore del nuovo Sindaco, comincia a viverlo come un “corpo estraneo”.

2) L’azione amministrativa.

La vulgata ormai dominante è che Marino sia stato uno dei peggiori Sindaci della Capitale.

Eppure alcune cose l’amministrazione uscente le ha portate a compimento, altre le ha messe in cantiere.

L’elenco è lungo o breve a seconda dei punti di vista.

Ma più o meno è questo:

a) la chiusura della discarica di Malagrotta, centro di interessi più o meno illeciti, la cui “esistenza” ha condizionato per anni le politiche ambientali del Comune;

b) la pedonalizzazione di via dei Fori imperiali, che permette una migliore fruizione di parte dello straordinario patrimonio artistico della Capitale;

c) il risanamento del bilancio comunale (per la prima volta approvato nei tempi previsti) che toglieva spazio alla gestione “in emergenza” di molti capitoli di spesa;

d) l’avvio del risanamento di ATAC e AMA (le municipalizzate della nettezza urbana e del trasporto pubblico) i cui bilanci erano fiaccati da assunzioni clientelari, gestioni “allegre” delle passate amministrazioni;

e) la lotta all’abusivismo dei “bancarellari”, uno dei più forti gruppi d’interesse della capitale, con la relativa scomparsa di quella vergogna che era diventata Piazza Navona sotto le festività natalizie: da storico mercatino di Natale a immonda accozzaglia di schifezze in vendita;

f) il varo di un piano regolatore della cartellonista, per mettere un freno all’abusivismo imperante e restituire un minimo di decoro urbano;

g) la riorganizzazione della macchina amministrativa del Comune ed in particolare del corpo di polizia municipale che tanti malcontenti e tensioni ha provocato tra gli stessi vigili urbani;

h) l’apertura forzata ad Ostia (litorale romano) di varchi di accesso al mare, contrastando così i titolari degli stabilimenti balneari che, negli anni, erano diventati i veri e propri padroni della spiaggia;

ed in ultimo aggiungo anche l’istituzione del registro delle coppie di fatto.

Che per molti non era una priorità ma per il sottoscritto sì.

Tanto o poco?

Evidentemente poco o comunque non sufficiente.

Perché negli anni Roma non è migliorata. Anzi appare sempre più abbandonata a se stessa, più sporca, più incivile, più inumana.

Questa Giunta non è riuscita a fermare un declino che appare sempre più inarrestabile.

3) Mafia Capitale

La bomba di Mafia Capitale ha scoperchiato una parte di quel sottobosco affaristico che negli anni non solo è cresciuto ma si è consolidato ai piedi del Campidoglio, ramificandosi in tutti gli interstizi del processo decisionale.

Un insieme di interessi trasversali che coinvolge gran parte della classe politica capitolina.

Indagini, arresti, intercettazioni, avvisi di garanzia: uno spaccato inquietante da cui ne escono con le ossa rosse la classe dirigente della destra e parte del PD romano.

Tra cui anche qualche grande elettore dello stesso Marino o componente della sua Giunta,

Il Sindaco ne emerge quasi rafforzato dal momento che la sua figura appare “impermeabile” a pressioni e a richieste di favori.

La litania che si sente è che “magari è un incapace ma almeno è onesto”.

Preludio di una condanna inappellabile quando emerge il problema delle note spese, che poi lo ha portato alle dimissioni.

Ma la sua consiliatura appare sempre più traballante.

4) Errori imperdonabili

Al netto delle considerazioni già espresse sull’efficacia dell’azione amministrativa, Marino ha commesso alcuni errori imperdonabili.

Il primo è quello di avere dilapidato in pochissimo tempo il consenso politico ottenuto.

Un capitale politico che derivava proprio dall’eterogeneità della sua figura.

Il secondo è quell’atteggiamento di sufficienza/superiorità nei confronti della politica e dei partiti.

Se scegli quella strada allora devi cercare un rapporto diretto con i tuoi concittadini, bypassando il ruolo dei partiti.

Devi raccontare e spiegare quello che stai facendo, cosa rientra nei tuoi poteri/competenze e cosa no. E non puoi solo farlo attraverso gli strumenti di comunicazione. Devi metterci la faccia.

Ma Marino si è anche contraddistinto per la sua costante lontananza, anche fisica, dai problemi reali della città. Si è fatto vedere poco tra e con i cittadini. Ha preferito più l’ufficio che la “folla”,  più i viaggi all’estero che visitare i quartieri della sua città.

Se poi, con il registro delle coppie di fatto, sfidi le gerarchie di una Istituzione che ha circa 2.000 anni di storia alle spalle e che a Roma ha ancora un certo peso….. non puoi aspettarti sconti.

Anche se ti “professi cattolico”.

Errori su errori che non potevano che portare alla fine, prematura, di questa esperienza.

Ora si ricomincia daccapo.

Ma questo sarà un argomento di un prossimo post.

PS: un ulteriore annotazione personale…. Che il Sindaco di Roma cada sul rimborso di una cena innaffiata da una bottiglia di Vintage Tunina (ottimo vino bianco) per un estimatore del vino rosso come il sottoscritto è un ulteriore imperdonabile errore.

 

 

 

 

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