Sporco Lobbista – Il blog di Fabio Bistoncini

Pubblicato da Fabio Bistoncini il 13/07/2016 & archiviato in In evidenza, Politica

TINA

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Acronimo di There Is No Alternative.

La carta giocata fino a pochi giorni fa dal Premier Matteo Renzi.

Cioè questo governo come unica alternativa possibile al caos, alla troika, ai populismi, al grillismo.

Strategia che ha permeato anche l’avvio della campagna di comunicazione per il SI al referendum costituzionale del prossimo autunno.

Per Il Foglio (in primis il direttore Claudio Cerasa) questa strategia potrebbe anche essere perseguita nei prossimi mesi.

Ma…

Il rischio di logoramento è altissimo. Con un esito referendario assai incerto dal momento che alcuni partiti (Lega e Movimento 5 Stelle) e spezzoni di altri (Forza Italia, lo stesso PD, NCD) vedrebbero di buon occhio la sconfitta di Renzi e la conseguente uscita di scena.

E’ il c.d. partito della graticola. Rosolare il premier per tutta l’estate per poi defenestrarlo in autunno.

Ieri Cerasa, in questo articolo, suggeriva a Renzi due opzioni:

1) rilancio politico dell’azione di governo con aperture concrete al centrodestra (insomma un ritorno se non al “patto” almeno allo “spirito” del Nazareno);

2) sparigliare tutto e andare alle elezioni in autunno magari prevedendo il voto congiunto con il referendum.

Entrambe opzioni suggestive e coraggiosamente spericolate.

A cui ne aggiungo una se vogliamo molto minimale.

Spostare il referendum il più in là possibile (novembre) presentando prima (ottobre) una legge di stabilità “espansiva”. O “elettorale” fate voi.

 

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