Sporco Lobbista – Il blog di Fabio Bistoncini

Pubblicato da Fabio Bistoncini il 05/12/2016 & archiviato in In evidenza, Politica

Italia NO

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La democrazia è un bellissima cosa.

Anche quando ti sbatte in faccia un voto come quello di ieri che non risponde alle tue speranze ed aspettative.

Io ero (e sono) per il SI.

Ha vinto, invece, nettamente il NO.

La democrazia  una bellissima cosa.

Me lo sono ripetuto costantemente durante il lungo pomeriggio quando mi arrivavano i primi dati degli exit poll in corso di elaborazione.

Che decretavano il NO il largo vantaggio.

Anche il calcio è una bellissima cosa.

Questa affermazione non mi appartiene assolutamente (non sono un tifoso sfegatato) ma me la ripetevo costantemente quando ieri assistevo al naufragio della mia squadra che perdeva per l’ennesima volta il derby capitolino.

Comunque, digressioni calcistiche a parte, cerchiamo di fare il punto.

Il 4 dicembre si è chiusa una fase della vita politica italiana.

Il Governo Renzi, nato con l’obiettivo di rispondere con le riforme istituzionali all’avanzare del Movimento 5 Stelle, è stato spazzato via da un voto popolare senza appello.

Per il “combinato disposto” di:

– un’affluenza molto alta (siamo a livelli di elezioni politiche);

– un divario tra i due schieramenti ampio e spalmato su tutto il territorio nazionale.

Sei milioni di voti di differenza lasciano poco spazio ai distinguo e alle sottili interpretazioni.

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Ora cosa succede?

Succede che i tempi di questa legislatura si accorciano.

 

Intanto deve essere approvata la Legge di Stabilità. Prima del 31 dicembre.

L’ipotesi più plausibile è che il Presidente della Repubblica chieda al Governo attuale di rimanere in carica fino al voto definitivo in Senato.

Se il Presidente del Consiglio fosse indisponibile (lo sapremo probabilmente stasera o domani) si apriranno subito le consultazioni per creare un nuovo Esecutivo a tempo.

Un Governo che, per rispondere alle istanze del fronte del NO, dovrebbe semplicemente gestire una fase di transizione di pochi mesi che permettano alle forze politiche di trovare un accordo sulla nuova legge elettorale.

I nomi che circolano sono tanti quindi è inutile perderci tempo.

Il 2018 diventa un traguardo assai arduo da raggiungere indipendentemente dal nuovo Governo che verrà insediato.

In pochi mesi alle urne. Probabilmente con un sistema proporzionale rivisitato.

Questo nel “campo” Istituzionale.

In quello politico le incertezze sono ancora maggiori.

Nella conferenza stampa di ieri sera Renzi non ha chiarito se si dimetterà o meno anche da Segretario del PD.

La Direzione di domani è stata posticipata a mercoledì.

Pochi giorni di tempo per capire se il leader democratico deciderà di continuare a svolgere un ruolo di primo piano oppure se abbandonare completamente la politica attiva.

Se rimane anticiperà il Congresso e le relative primarie per arrivare ad una conta definitiva con la minoranza interna.

Se lascia si apre una corsa alla successione con esiti che nessuno, al momento, può prevedere.

Oggi in una conference call un amministratore delegato di una grande multinazionale mi ha detto:

si apre un periodo interessante.

Ecco interessante è il termine giusto.

Domani un post di ulteriori riflessioni.

 

 

 

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