L’articolo di Claudio Cerasa su Il Foglio di oggi (il link qui) è su Massimo D’Alema che, negli utile mesi, andrebbe proponendo ai suoi interlocutori il ragionamento secondo cui il Governo Renzi cadrà per mano di qualche procura e non per agguati parlamentari.
In realtà questa voce è più che ricorrente e le stesso Cerasa ne aveva già parlato.
Io ho sempre fatto fatica a credere alle macchinazioni, alle congiure, alle regie più o meno occulte.
Semmai credo al fatto che da anni il campo della magistratura e quello della politica si confrontano e scontrano senza trovare un accordo.
E soprattutto senza aver ripristinato il principio costituzionale che, se la magistratura è indipendente, la politica è libera nell’elaborare la legislazione anche sulla magistratura. Senza gridare ogni volta all’attentato costituzionale.
Comunque è vero che la voce ripresa dall’articolo gira da qualche giorno.
A cui però se ne contrappone un’altra, opposta: secondo cui l’atteggiamento del premier durante la crisi greca sarebbe stato molto apprezzato dalla Germania, dalle Istituzioni Europee e dai altri Stati che contano. E che quindi sarebbero disposti ad allentare il rigore e a rafforzare questo Governo. Consapevoli anche dal fatto che se cade Renzi il rischio è di trovarsi un premier italiano a 5 Stelle, che per la Troika sarebbe molto peggio di Tsipras….
Come vedete girano tante voci. Come spesso accade quando la temperatura meteorologica si alza.

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