Oggi è stato pubblicato un interessante articolo su “Il Messaggero” a firma di Mario Ajello.
E’ la classica narrazione di come le lobby frenano lo sviluppo e le liberalizzazioni nel nostro Paese.
Accade praticamente ad ogni provvedimento finanziario.
La mia tesi, che cerco di spiegare nel libro, è diversa:
è proprio la poca trasparenza e la scarsa efficacia di TUTTI i gruppi di interesse potenzialmente coinvolti a creare un disequilibrio.
Se, invece di gridare contro lo strapotere di alcuni gruppi di interesse consolidati (innegabile), gli altri “gruppi” (cittadini, associazioni consumatori o utenti) si organizzassero per sviluppare delle coerenti azioni lobbistiche, il decisore pubblico avrebbe la possibilità di avere un ventaglio di opzioni più ampio con cui confrontarsi.
L’Italia è bloccata non dalle “lobbies” ma solo da alcune di queste.
Il lobbying è un’insieme di strategie, tattiche, strumenti a disposizione di tutti gli interessi organizzati. Se alcuni di questi si “chiamano fuori” o “rimangono alla finestra” di chi è la colpa?
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