Sporco Lobbista – Il blog di Fabio Bistoncini

Pubblicato da Fabio Bistoncini il 09/02/2012 & archiviato in Politica

Gabrielli, la Protezione Civile, il naufragio Costa e la neve a Roma

Martedì si è svolta in Senato l’audizione del prefetto Franco Gabrielli, capo della Protezione Civile.

L’occasione è stata l’indagine conoscitiva decisa dalla Commissione Lavori Pubblici del Senato sulla sicurezza della navigazione marittima, con particolare riferimento all’incidente del Giglio.

L’audizione di Gabrielli è molto interessante.

Il resoconto completo lo trovate qui.

Alcuni punti.

Naufragio Costa.

5 sono gli ambiti di intervento affidati al coordinamento della Protezione Civile.

1) la ricerca dei dispersi: ad oggi sono 17 le vittime del naufragio, tutte identificate e 15 le persone disperse;

2) il monitoraggio della stabilità della nave: è stato istituito  un comitato consultivo e un comitato tecnico scientifico, composto da esperti nei settori della tutela ambientale e del recupero navi.  Si stanno ancora individuando gli interventi volti ad impedire il suo scivolamento;

3) il piano di recupero del carburante: partirà dai sei serbatoi di prua che contengono circa il 67 per cento del combustibile totale presente sulla nave, per poi passare alla seconda fase che prevede il prelievo nei restanti nove serbatoi. Queste operazioni consentiranno di prelevare circa l’84 per cento del carburante, la parte rimanente è nella sala macchine. L’intervento in questa area, particolarmente complesso, sarà realizzato in una fase successiva;

4) il piano per prevenire e fronteggiare il rischio da inquinamento ambientale: prevede la raccolta, il trasporto, il recupero e lo smaltimento del materiale flottante presente nelle acque circostanti; delle acque nere presenti nella casse di contenimento della nave; delle varie sostanze pericolose presenti all’interno della nave.  Dal monitoraggio quotidiano e dagli esami tossicologici compiuti, non sono finora emersi valori incompatibili con quelli usuali in quella zona;

5) la rimozione del relitto: spetta alla Costa che costituito un comitato tecnico composto da rappresentanti di Fincantieri, di RINA, nonché da professori universitari. L’azienda  ha invitato dieci aziende specializzate nel settore a predisporre un progetto che dovrà essere presentato entro quattro settimane dell’invito. Il progetto in questione non potrà prescindere dalla considerazione di tre elementi di rilievo: la rimozione dovrà avvenire attraverso l’asportazione della nave nella sua interezza; l’attività di rimozione dovrà avere il minore impatto ambientale possibile; l’attività di rimozione dovrà arrecare il minor intralcio possibile alle ordinarie attività della popolazione dell’isola del Giglio. Il comitato tecnico istituito da Costa avrà a disposizione due settimane per valutare i progetti e il contratto con la società o le società che risulteranno prescelte verrà sottoscritto entro il 31 marzo 2012. Le operazioni dureranno, secondo una prima stima, comunque non meno di sette, dieci mesi, ma si tratta di una stima indicativa, in quanto la situazione in questione non ha precedenti e in letteratura non esistono casi come quello che si è verificato al Giglio.

Insomma Gabrielli ha confermato che la soluzione dell’intera vicenda è ancora molto molto lunga.

Sucessivamente, tirato per la “giacchetta” è intervenuto anche sulla questione “neve a Roma”.

Dichiara di non avere mai polemizzato con il Sindaco di Roma, ma di aver avuto l’obbligo morale di difendere i meteorologi del Sistema di previsioni meteorologiche, sottolineando che tali previsioni erano corrette e che era stato chiesto al Sindaco se avesse bisogno di aiuto.

Tanto premesso, non nega che la Protezione civile stia attraversando un momento di criticità, la cui origine va ricercata nelle modifiche introdotte dalla legge n. 10 del 2011. Ricorda che in questi giorni i governatori di alcune delle regioni maggiormente colpite dal maltempo hanno preferito non richiedere la dichiarazione dello stato di emergenza, in quanto l’innalzamento delle accise sulla benzina che tale dichiarazione comporterebbe non sarebbe al momento sostenibile dai territori.

Il grande sconquasso comportato dall’ultima ondata di maltempo non è solo meteorologico ma economico.

Gli Enti locali hanno risorse molto scarse. La dichiarazione dello Stato di emergenza determinerebbe l’innalzamento delle accise sulla benzina e quindi un diffuso malcontento. I Governatori nicchiano e poi ci troviamo a dover gestire con mezzi ordinari una situazione del tutto straordinaria.

Il problema dunque è prima di tutto economico che di gestione della crisi.

 

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