Sporco Lobbista – Il blog di Fabio Bistoncini

Pubblicato da Fabio Bistoncini il 10/12/2012 & archiviato in Politica

Verso le elezioni

Durante questo week end abbiamo assistito al venir meno della strana coalizione che appoggiava il Governo tecnico di Mario Monti.

Lo scenario politico, già molto confuso, si dovrà chiarire nelle prossime settimane.

Il primo punto consiste nella definizione di quali, dei tanti provvedimenti normativi attualmente all’esame del Parlamento, potranno concludere il loro iter.

Parlare solo della c.d. legge di stabilità è fortemente riduttivo. Bisogna aggiungere il decreto legge sull’ILVA per il forte impatto sull’occupazione.  Si aggiungono poi almeno alcune norme  (o tutte) del decreto “crescita” senza contare il DL per la semplificazione delle province e la creazione delle città metropolitane.

Non tutto potrà essere approvato nel giro di una decina di giorni. Ma è chiaro che l’accelerazione della conclusione della legislatura (voluta dal Presidente del Consiglio) impone alle forze politiche un’accurata individuazione delle priorità.

Secondo punto riguarda la definizione delle alleanze e delle coalizioni in vista delle elezioni.

Tanti i commenti sui media.

Ma per leggere tra le righe decisioni, comportamenti e atteggiamenti dei partiti si devono tenere sempre in considerazione i principi con cui l’attuale legge elettorale prevede la ripartizione dei seggi.

Che, in estrema sintesi, sono :

CAMERA DEI DEPUTATI

I seggi vengono distribuiti tenendo conto dei voti ottenuti dai singoli partiti che superano la soglia di sbarramento del 2% e del 4% (a seconda se facciano o meno parte di coalizioni) e dalle coalizioni che abbiano superato la soglia del 10% dei voti validi (in pratica se la somma dei partiti coalizzati non raggiunge il 10% su soglia nazionale, quella alleanza non porterà deputati in Parlamento).

La coalizione vincente ottiene un premio di maggioranza pari a 340 seggi.

SENATO

Per il Senato il riparto dei seggi viene fatto regione per regione. In ogni regione sono ammessi al riparto dei seggi:

  1. i partiti non coalizzati con almeno l’8% dei voti;
  2.  le coalizioni di partiti con almeno il 20% dei voti.

Le Regioni che mettono a disposizione il numero maggiore di seggi sono:

– Lombardia (47 – 26 al vincitore e 21 da ripartire tra gli sconfitti);

– Campania (30 – 17 e 13)

– Lazio (27 – 15 e 12)

– Sicilia (26 – 15 e 11)

– Veneto (24 – 14 e 10)

– Piemonte (22 – 13 e 9)

Per avere la maggioranza non è sufficiente vincere in queste Regioni. Diventa rilevante il risultato degli sconfitti.

Ora, sulla base dei sondaggi che girano, il PDL per impedire che la coalizione di Centro sinistra abbia una maggioranza al Senato, ha la necessità di stringere un’alleanza con la Lega per contendere la vittoria in primo luogo in Lombardia ma anche in Veneto e Piemonte.

L’attacco feroce al Governo di Monti, da sempre inviso alla Lega, diventa così facilmente spiegabile.

Senza la Lega il partito di Berlusconi rischia non solo di perdere ma di perdere male.

Altri problemi affliggono lo schieramento di “centro”: Montezemolo, Casini e Fini. La loro alleanza assumerà forme diverse (listone unico, liste separate) tenendo conto delle differenze delle soglie di sbarramento alla Camera e al Senato. Ma è evidente che il pressing per ottenere almeno un endorsement da parte del Presidente Monti ha come unico obiettivo di aumentare il proprio bacino elettorale. Ancora troppo esiguo per fronteggiare il ritorno di Berlusconi.

 

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