
Da qualche mese, uno dei temi nell’agenda politica americana è la modifica della normativa sull’immigrazione.
La nuova proposta, voluta dal Presidente Barack Obama, prevede la regolarizzazione di circa 11 milioni di clandestini che attualmente risiedono negli Stati Uniti.
Ovviamente è scontro politico tra i Repubblicani, che vorrebbero definire un “percorso a tappe” verso la regolarizzazione delle singole posizioni e la Casa Bianca che, al contrario, desidera accelerare al massimo le procedure amministrative.
Ma la issue ha profonde ricadute su alcuni settori economici.
E su questi si muovono i gruppi d’interesse.
Quello che prendiamo in considerazione è la necessità, da parte delle aziende ICT, di essere libere di assumere, il più facilmente possibile, personale altamente qualificato nelle materie c.d. “STEM”: science, technology, engineering, and math.
Che non riescono sempre a trovare dentro i confini americani.
Non sorprende dunque che dei 10 soggetti più attivi sulla issue ben 6 facciano parte del settore ICT.
E’ in questo contesto che si deve collocare la notizia di un impegno maggiore da parte di Facebook e del suo fondatore Mark Zuckerberg, nell’attività di lobbying e advocacy.
Partendo proprio dalla legge di riforma sull’immigrazione.
Lo strumento consisterebbe nella creazione di un gruppo d’interesse, insieme ad altre aziende Hi-Tech, per modificare l’attuale legislazione e permettere quindi alle aziende americane di assumere i c.d.”global talent”.
Pare che i primi passi siano stati già compiuti secondo una precisa strategia che prevede il coinvolgimento di esponenti repubblicani e democratici.
Non ci resta che aspettare e vedere.
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