Sporco Lobbista – Il blog di Fabio Bistoncini

Pubblicato da Fabio Bistoncini il 16/09/2013 & archiviato in In evidenza, Personale

Letture estive: La corsa di John L. Parker

Premessa doverosa.

Non leggo quasi mai romanzi. Preferisco i saggi.

Ma ci sono dei libri che ti affascinano per la loro storia. Prima ancora di conoscerne il contenuto.

Pubblicato in proprio dall’autore nel 1978 e venduto per anni dal baule della sua auto in occasione delle gare a cui partecipava, “La corsa” ha cominciato a diffondersi come libro di culto fra gli atleti dei licei e dei college americani. La sua lettura è diventata per molte società sportive un vero e proprio rito di iniziazione, con le copie sgualcite del romanzo che passavano di mano in mano come esemplari di un testo sacro.

Dopo decenni in cui è stato uno dei pezzi più ricercati del mercato americano dei fuori catalogo, la nuova edizione del 2009 ha dato inizio alla sua seconda vita, consentendogli di esprimere in tutto il mondo le sue grandi potenzialità di best seller di ottima qualità letteraria.

Il libro racconta la storia di Quenton Cassidy, giovane promessa americana della corsa sul miglio.

Non correva per motivi quasi religiosi, ma per vincere le gare, per coprire delle distanze più velocemente possibile. Non solo per battere i suoi avversari, ma per battere se stesso.

[…]

Sapeva di cosa parlavano i corridori mistici, gli appasionati di jogging, i corridori potei, i corridori zen e gli altri della stessa razza. Ma sapeva anche che quei tipi euforici non si sarebbero fatti vedere nelle mattinate scure e piovose. Avevano voglia di parlare non di agire.

Alla fine tutto si riduce a disciplina e rigore, con se stessi prima che con gli altri.

Lavoro, lavoro, lavoro. Che nella corsa significa km da fare ogni giorno che si traducono in km corsi a settimana che a loro volta determinano la media mensile. Tabelle di allenamento durissime, ripetute sfiancanti.

A me è piaciuto. Un romanzo sulla corsa ma non solo.

I risultati (anche professionali e non solo quelli sportivi) si raggiungono con rigore e disciplina. Il talento serve ma senza lavoro non porta da nessuna parte.

Le scorciatoie sono illusorie. Come la fortuna. L’autocommiserazione ti affonda.

E tutto quello che hai raggiunto deve essere solo la base per andare ancora più avanti.

Perchè se ti “siedi”, se cominci a saltare qualche seduta di allenamento, se cominci ad essere meno rigoroso…gli altri ti supereranno.

Sempre.

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