Sporco Lobbista – Il blog di Fabio Bistoncini

Pubblicato da Fabio Bistoncini il 13/01/2014 & archiviato in In evidenza, Politica

Riprendiamo

Matteo Renzi apre a Verona la campagna per le primarie del PD

 

Ci siamo presi una lunga pausa da questo blog.

La fine anno è stata particolarmente intensa dal punto di vista lavorativo, così come la ripresa.

Nel mezzo le vacanze, trascorse in campagna, dedicate alla ricarica delle pile e alla lettura.

Riprendiamo oggi, dunque.

Da giorni il segretario del PD Matteo Renzi è al centro del dibattito politico.

Un cambio di passo impressionante, in termini di proposta politica, di strumenti di comunicazione utilizzati e nel linguaggio.

Un “agire comunicativo” (citando l’amico Mario Rodriguez) efficace e coerente con le promesse fatte durante la lunga campagna delle primarie democratiche.

Che costringe tutti gli altri attori (dal Presidente del Consiglio ai leader degli altri partiti) ad “inseguire” secondo un’agenda tematica in continuo divenire: dalla riforma elettorale a quella del lavoro, passando per le unioni civili.

Il Governo è in palese affanno perchè i ritmi imposti da Renzi sono più veloci e, soprattutto, perchè la compagine ministeriale non rispecchia più i nuovi equilibri politici.

Fino ad oggi Enrico Letta è riuscito a scansare gli ostacoli che si trovava di fronte. Ora non è più possibile.

Al netto di alcuni “inciampi” dei singoli Ministri (Cancellieri, Saccomanni – Carrozza, ora Di Girolamo) è evidente che il Governo deve cambiare.

Il “rimpasto” o un “Letta-bis” sono nelle cose. Anche se molti esponenti politici e autorevoli commentatori, fino a pochi giorni fa, ne negavano la necessità.

Questi Ministri rappresentano un assetto politico istituzionale (quello delle larghe intese), scomparso, dissolto.

Dall’implosione del PDL, con la nascita di Forza Italia e del Nuovo Centro Destra.

Dalla vittoria di Renzi alle primarie che ha ristretto la capacità di azione degli ex DS.

Le dimissioni di Fassina non sono altro che la conseguenza di questo ultimo aspetto.

Il tentativo di Letta e di Alfano di adeguarsi, modificando l’agenda di Governo senza toccare la squadra, era una risposta palesemente inadeguata.

Ora sono costretti a cambiare, in tempi rapidi. E a rilanciare (per questo oggi si parla insistemente di un nuovo Governo) un’azione coesa.

Insomma lo scenario è in forte evoluzione.

E, per la prima volta dopo tanti anni, Berlusconi non è più a centro del palcoscenico.

Il leader di Forza Italia appare “afono”, impegnato in un processo di strutturazione del suo partito che ancora non è definito, ma anzi sembra contenere alcuni elementi di contraddizione.

L’unica proposta politica è quella di andare al voto il più velocemente possibile.

Come Grillo, del resto.

A maggio si vota per le Europee.

Tutti e tre (Renzi, Grillo, Berlusconi) hanno bisogno di un buon risultato.

In mezzo un Governo che ancora deve trovare una sua fisionomia.

Altrimenti salta tutto.

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