Sono sempre più affascinato dalle ricadute determinate dalla disintermediazione.
Oggi mi sono imbattuto in questa intervista su Repubblica di Federico Rampini ad Allen Lau, fondatore della community di scrittori e lettori più importante al mondo: Wattpad.
40 milioni di utenti, 125 milioni di testi, un ritmo di crescita di 250 mila nuovi testi al giorno.
In pratica Wattpad mette in diretta relazione gli scrittori con i propri lettori. Lau definisce la piattaforma un vero e proprio “ecosistema”. Concepita per chi legge non più (e non soltanto) i testi sugli e-reader o tablet ma direttamente sugli smartphone.
E lo fa quando ne ha l’opportunità: in metro, in coda al supermarket o mentre attende di imbarcarsi in aereo.
Dal momento che il tempo a disposizione per la lettura è molto poco, gli autori scrivono capitoli brevi della durata di 15 minuti ciascuno.
Li mettono on line in piena autonomia, quando sono pronti: senza un terzo che revisioni il loro lavoro o che li solleciti alla pubblicazione.
Chi legge interagisce, commenta, suggerisce, fornisce spunti per lo sviluppo della storia che gli autori sono liberi accettare o meno.
Molti scrittori riescono poi a farsi pubblicare i libri di maggior successo dalle case editrici. L’ultimo caso in ordine di tempo è After di Anna Todd a cui Wired ha dedicato un articolo.
A conclusione dell’intervista Lau sostiene che la community di Wattpad è per la maggior parte sotto in trent’anni di età:
una generazione che non si accontenta di fruire, leggere una storia: vuole essere parte della storia stessa.
A parte la curiosità personale ritengo che questi fenomeni non possono non avere conseguenze anche sui temi a me più vicini come quello della rappresentanza politica e degli interessi particolari.

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