Sporco Lobbista – Il blog di Fabio Bistoncini

Pubblicato da Fabio Bistoncini il 26/06/2015 & archiviato in In evidenza, Politica

Il Prof. Ainis e il maxi emendamento

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Ho una profonda stima del Prof. Michele Ainis, uno dei più importanti costituzionalisti italiani.

Divoro quindi con grande interesse i suoi articoli.

Quello pubblicato oggi sul Corriere mi lascia perplesso.

Perché mette sullo stesso piano la forma (maxi emendamento) con la sostanza (la riforma della scuola).

In breve.

Come tutti sanno il Governo ha messo la fiducia al Senato sul disegno di legge di riforma della scuola italiana.

Come tutti sanno, per ottenere questo risultato, si accorpano in un’unico articolo tutti quelli contenuti nel disegno di legge originario nonché le eventuali modifiche inserite nel corso del dibattito parlamentare.

Su questo testo si vota la fiducia.

Come riconosce Ainis lo hanno fatto tutti i Governi per tutte le riforme o le leggi più rilevanti, quali ad esempio la legge di stabilità.

Il risultato è di avere un “mostro giuridico” costituito da 209 commi ed oltre 25.000 parole (i dati sono dello stesso professore).

Ha perfettamente ragione.

Ma non ci sono alternative fino a quando avremo questo assetto istituzionale che rende quasi impossibile, per qualsiasi Governo, legiferare per attuare il proprio programma.

Questo il Prof. Ainis lo sa molto bene. E quindi sposta la sua critica sulla “sostanza” e cioè sul contenuto della riforma della scuola.

Non entro nel merito delle singole critiche perché non ho gli elementi conoscitivi per farlo.

Mi rende però perplesso un passaggio dell’articolo:

Intanto, sui contenuti la riforma è in chiaroscuro altrimenti non avrebbe innescato una valanga di proteste.

Mi permetto, modestamente, di dissentire.

Qualsiasi tentativo di riforma, in questo disgraziato paese, innesca una valanga di proteste.

Indipendentemente dall’analisi di merito.

Perché è un paese, il nostro, dominato dalla tirannia dello status quo.

Il cambiamento spaventa: meglio lasciare le cose come stanno per poi tutti quanti lamentarci per il fatto che non cambiano.

Il paese dunque dei “bisognerebbe” e de “Il problema è un altro.” L’incipit classico di tutti i coloro che rifuggono realmente il cambiamento.

Sul resto delle critiche al testo, zeppo di rimandi normativi, di deleghe ulteriori al Governo per futuri pezzi di riforma, punti, sottopunti, nulla da dire.

Ma per cambiare la qualità della nostra legislazione non bastano gli esperti di drafting normativo.

Serve una modifica dell’iter di formazione delle leggi e quindi una modifica della nostra Costituzione.

Ma questo il prof. Ainis lo sa meglio di me e di chiunque altro.

 

 

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