Sporco Lobbista – Il blog di Fabio Bistoncini

Pubblicato da Fabio Bistoncini il 15/02/2016 & archiviato in In evidenza, Politica

Sorprese

Il mio lavoro è fatto anche di tante (a volte troppe) riunioni.

Focalizzate sugli aspetti strategici oppure meramente operativi.

Scambi di vedute, punti di vista, analisi di dati, ricerca di soluzioni, stesura di documenti.

Spesso (non sempre) ho la fortuna di incontrare persone che per quello che dicono durante la riunione, per gli esempi che fanno, per i riferimenti che citano, lasciano intravedere uno spessore fuori dal comune.

Una sensazione che rimane a livello epidermico dal momento che non c’è quasi mai tempo di approfondire temi se non quelli strettamente connessi al lavoro.

Poi, durante il w-e, mi segnalano questo articolo.

E’ la storia di una di quelle persone incontrate nel corso della mia vita professionale che, appunto, mi avevano trasmesso qualcosa di diverso, “di più” rispetto al solito.

E’ la storia di un avvocato che, pur avendo tutto da perdere e assai poco da guadagnare, soprattutto in questo momento in cui la tensione politica è al massimo, racconta la sua paternità e quella del suo compagno ottenuta grazie al c.d. “utero in affitto”.

E racconta la sua storia perché ha capito da un pezzo che impegnarsi significa smettere di barare.

Non avevo certamente bisogno di essere ulteriormente convinto sulla necessità dell’approvazione della legge sulle unioni civili senza ulteriori compromessi pasticcioni.

Ma leggendo l’intervista, e l’articolo nel suo complesso, emerge un quadro senza dubbio diverso, più variegato, più complesso dello sterile dibattito parlamentare cui stiamo assistendo da settimane.

E, da cittadino, ringrazio l’avvocato Falcone perché si è esposto con coraggio, senza ipocrisie e quindi senza tutele.

Ora spero che lo facciano anche i nostri parlamentari.

La libertà di coscienza, sui temi etici, è comprensibile. Capisco benissimo che su questi aspetti  “gli ordini di partito” possano essere considerati inadeguati, retaggio del passato.

Ma il sì o il no venga pronunciato alla luce del sole, senza l’ipocrisia di nascondersi dietro il voto segreto.

Lo meritano non soltanto le coppie che si trovano nelle stesse condizioni di quella raccontata nell’articolo.

Lo meritiamo tutti noi cittadini, sposati o meno, indipendentemente dai nostri orientamenti sessuali.

Lo meritano le nostre Istituzioni.

Un atto di chiarezza e di civiltà democratica.

 

 

 

 

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