Sporco Lobbista – Il blog di Fabio Bistoncini

Pubblicato da Fabio Bistoncini il 10/03/2016 & archiviato in In evidenza, Lobbying

Un lucida analisi del Professor Cassese

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L’amico Mario Rodriguez mi ha segnalato questo interessante articolo del Professore Sabino Cassese, pubblicato oggi su Il Corriere della Sera.

Mi era sfuggito.

Mea culpa.

L’articolo è molto bello perché, lucidamente, analizza l’attuale crisi delle democrazie contemporanee.

Sono in crisi le Istituzioni, sono i crisi i corpi intermedi (Cassese cita i sindacati ma possiamo aggiungere anche tutte le altre organizzazioni di rappresentanza imprenditoriale o professionale).

Eppure, come sottolinea il Professore, l’offerta democratica aumenta: i partiti tendono ad aprirsi, nella società aumenta il c.d. capitale sociale, anche le Istituzioni, a tutti i livelli, cercano di collocarsi più vicino ai cittadini.

L’apparente contraddizione viene spiegata con il fatto che, accanto ad una crescente offerta di democrazia, si assiste ad una maggiore richiesta di democrazia da parte dei cittadini. A cui la politica e le Istituzioni non sempre riescono a rispondere.

Ovviamente non posso neanche lontanamente pensare di mettermi sullo stesso piano del Professor Cassese… quindi accetto in toto la sua analisi permettendomi pochissime integrazioni.

La domanda di partecipazione “diretta” aumenta. Il problema è che, nel nostro contesto italiano, i partiti e gli altri corpi sociali intermedi per anni hanno incanalato e mediato tra le istanze presenti all’interno della società.

Questo modello di rappresentanza “monopolistico” è ormai in crisi. Sono troppe e variegate le istanze (meglio interessi) presenti.

L’errore è pensare che la domanda di democrazia (e quindi di partecipazione) possa essere accolta esclusivamente all’interno dello schema classico – Partiti – Corpi Intermedi.

Non è più così e non sarà più così! Certo i corpi intermedi dovranno riformarsi e modificare i propri modelli organizzativi per ascoltare ed eventualmente accogliere nuove istanze ed interessi.

Ma questi devono poter avere accesso diretto agli organi istituzionali. Essere liberi di auto organizzarsi all’interno della società.

L’essere cittadino non può limitarsi a partecipare alle elezioni o alla vita sindacale o altre forme di rappresentanza classica. Nè partecipare con un click del mouse alla selezione della classe dirigente di un partito.

Posso esplicare la mia cittadinanza ANCHE creando un gruppo d’interesse per migliorare la qualità dell’asilo delle mie figlie, per chiedere al mio sindaco una maggiore pulizia della mia strada o del mio quartiere oppure, con i miei colleghi / competitor, per sollecitare il decisore nazionale una regolamentazione della mia attività professionale.

Compito del decisore sarà valutare e verificare la reale capacità di rappresentanza di quel gruppo e quindi dotarsi di sistemi non solo di ascolto ma di verifica e controllo.

Insomma la competizione tra interessi non potrà più essere mediata all’interno delle vecchie “camere di compensazione”.

E’ una delle (poche) certezze che mi sono rimaste nella vita….

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