Sporco Lobbista – Il blog di Fabio Bistoncini

Pubblicato da Fabio Bistoncini il 17/05/2016 & archiviato in In evidenza, Lobbying

La campagna acquisti di Uber

uber-logo

 

Una decina di giorni fa sono rimasto incuriosito dalla notizia, riportata dal Financial Times, dell’ingresso di Neelie Kroes, ex Commissario europeo alla concorrenza e per l’agenda digitale, nel Public Policy Advisory Board di Uber.

Un pezzo da novanta della politica europea, che ben conosce  le difficoltà che il servizio offerto da Uber deve fronteggiare a causa di legislazioni nazionali spesso restrittive.

Allo stesso Financial Times la Kroes sottolinea che l’azienda californiana deve cambiare approccio.

“Uber needs to communicate in a very different way . . . They have to take into account that there are still differences in culture,”  “Don’t think that everybody is attacking you.”

L’ex Commissario europeo si troverà, per due volte l’anno, all’interno di un consesso di “ex” di altissimo livello a livello internazionale.

I componenti sono questi:

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Che offriranno al management di Uber consigli su come sviluppare un approccio di policy più efficace rispetto al passato.

A coordinare il tutto il mitico David Plouffe, ex responsabile delle campagne elettorali di Barack Obama e stratega della comunicazione della Casa Bianca fino al 2013.

Che dal 2014 è in Uber con il ruolo di Vice Presidente e membro del Board of Directors dove, da quest’anno, siede anche Arianna Huffington, fondatrice e direttrice dell’Huffington Post.

Un vero e proprio “dream team”.

Nel post in cui annuncia la costituzione del Public Policy Advisory Board, Plouffe disegna anche la strategia comunicativa (e lobbistica) di Uber.

Essere considerato come parte della soluzione del tema del trasporto pubblico.

Un settore spesso trascurato nelle politiche pubbliche.

For decades, transportation policy has played second fiddle to the likes of the economy, education and healthcare. Yet transportation is key to all these areas of public policy. According to a long-term study by Harvard University, the single strongest factor in determining someone’s economic life chances is not the local crime rate or their education but how long it takes to get to school or work.

 

 

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